Pagnotta di Pasqua di Monte Colombo

Prodotto Agroalimentare Tradizionale dell’Emilia-Romagna
Inserito nell’elenco dei prodotti Agroalimentari Tradizionali dell’Emilia Romagna
BURER  N.375 del 28 Novembre 2018 – DETERMINA N. 18344 del 12 Novembre 2018

Consorzio: Sapori di Montescudo e Monte Colombo
Zona di Produzione: Comune di Montescudo e Monte Colombo, Rimini
Tipologia:  Pagnotta di Pasqua di Monte Colombo – Pagnòta ad Pasqua ad Mount Clomb
Consumo: Dopo i pasti come dolce e anche come vera e propria pietanza

Zona di produzione: in origine nel territorio della Parrocchia di Monte Colombo e di Taverna (ante 1934). Attualmente il Comune di Montescudo –Monte Colombo

Tipologia, caratteristiche del prodotto: pagnotta realizzata con ingredienti tipici locali del periodo primaverile: uovo, lievito, strutto, frutta, uova, latte, farina e mistrà.

Tecniche di produzione: impastatura manuale degli ingredienti seguita da una fase di lievitazione, quindi cottura in forno.

Conservazione: si consiglia di conservare la pagnotta dolce pasquale per circa 3 giorni al riparo dall’umidità o di congelarla (già divisa in fette): in questo modo durerà qualche mese.

Consorzi, associazioni, comitati: Consorzio “Sapori di Montescudo e Monte Colombo, costituito dalla Pro Loco di Monte Colombo

Distribuzione: panifici ed esercizi di commercio al dettaglio del Comune di Montescudo- Monte Colombo

Pietanze: dopo i pasti come dolce e anche come vera e propria pietanza per quantitativi importanti, dato il rilevante contenuto calorico e nutrizionale.

Cenni storici: la Pagnotta era preparata dalle famiglie del territorio e veniva tramandata oralmente di generazione in generazione. Il nome deriva dal periodo di produzione della Pagnotta. L’epoca di ideazione della ricetta non è conosciuta ma risale a molti secolo fa. La Pagnotta appartiene ai cibi tipici della civiltà contadina, legati al periodo dell’equinozio di primavera e delle festività religiose legate alla Pasqua Cattolica.

Aneddoti: Era preparata in occasione delle festività pasquali insieme ad altra pietanza chiamata “Braciadel”, traducibile in italiano come Bracciadello. In particolare, costituiva la colazione del giorno di vigilia della Pasqua, quando si evitano carni. Veniva mangiata assieme all’uovo benedetto.